I nostri vigneti

Ci sono due scuole di pensiero sulla validità dei vecchi vigneti: c’è chi sostiene che non abbiano ragione di esistere e che andrebbero sostituiti con dei nuovi impianti, e chi, invece, pensa che abbiano ancora qualcosa da dare e da dire.

Noi facciamo parte del secondo schieramento. Dei nostri 15 ettari di vigneto, infatti, 11 sono stati impiantati nel 1970. Sono tutti vitigni che fanno parte della tradizione toscana e che erano inclusi nella “ricetta” originaria del Chianti: Sangiovese, Colorino, Canaiolo e Trebbiano.

Abbiamo deciso di investire sul loro miglioramento, cercando di riportare all’equilibrio le piante esistenti e mettendone di nuove laddove è stato necessario, sia perché alcune erano morte sia per aumentare il numero di piante per ettaro.

Dopo lunghe consultazioni e con un po’ di coraggio, abbiamo fatto sovrainnestare del Vermentino su una porzione del vecchio Trebbiano. Non è un’operazione banale su piante di 40 anni, ma grazie alle mani esperte di un mago degli innesti, la percentuale di attecchimento è stata strepitosa.

Indubbiamente un vigneto vecchio è mediamente meno produttivo di uno giovane, ma visto che la quantità non è quello che ci interessa, siamo contenti delle nostre scelte.

Tutto questo non vuol dire, però, che non riconosciamo i lati positivi delle cose nuove, infatti ci piacciono molto anche i nostri quasi 4 ettari di Cabernet Sauvignon, un impianto che è stato fatto nel 2005 ad alta densità di piante e con un clone di grande qualità proveniente da vivai francesi.

Come sistemi di allevamento abbiamo il cordone speronato e il Guyot.

Un’altra cosa che abbiamo fortemente voluto è stata la conduzione biologica dei terreni. Per fortuna il clima della nostra zona ce lo ha permesso: i continui venti ci aiutano molto a contenere gli attacchi dei peggiori nemici del vigneto.